Marco Barotti - Molo di Sant'Agostino

Imaginary Division

I confini, sia fisici che immaginari, sono ormai motivo di molti conflitti. In IMAGINARY DIVISION, la luce, l’audio e l’acqua comportano separazioni temporanee imprevedibili, unificandosi in un’impressionante installazione in cui ogni elemento dipende dall’altro.

Marco Barotti - Molo di Sant'Agostino

Imaginary Division

I confini, sia fisici che immaginari, sono ormai motivo di molti conflitti. In IMAGINARY DIVISION, la luce, l’audio e l’acqua comportano separazioni temporanee imprevedibili, unificandosi in un’impressionante installazione in cui ogni elemento dipende dall’altro.

Daniela di Maro - Porta Torre

Inner Voice

L’installazione intende generare un rapporto tra l’interno e l’esterno della città, utilizzando Porta Torre come “varco” spazio-temporale e superando il confine tra il dentro e il fuori del centro città. Sono i passanti a stabilire un rapporto di causa-effetto, animando la torre di suoni e colori. A qualche metro di distanza da Porta Torre, sono posti dei microfoni collegati a delle luci colorate direzionali, poste ai quattro angoli interni. I passanti, invogliati dalla presenza dei microfoni, possono avvicinarsi e parlarvi dentro, lasciando messaggi che in base all’intensità e alla frequenza delle voci, provocano accensioni e variazioni di luce colorata.

L’installazione prevede anche l’illuminazione del perimetro esterno. Infatti, in prossimità delle due arcate d’ingresso, sono stati posizionati dei microfoni ad ampio raggio. I rumori circostanti provocheranno l’accensione di alcuni fari a luce bianca, posti all’esterno di Porta Torre.

Daniela di Maro - Porta Torre

Inner Voice

L’installazione intende generare un rapporto tra l’interno e l’esterno della città, utilizzando Porta Torre come “varco” spazio-temporale e superando il confine tra il dentro e il fuori del centro città. Sono i passanti a stabilire un rapporto di causa-effetto, animando la torre di suoni e colori. A qualche metro di distanza da Porta Torre, sono posti dei microfoni collegati a delle luci colorate direzionali, poste ai quattro angoli interni. I passanti, invogliati dalla presenza dei microfoni, possono avvicinarsi e parlarvi dentro, lasciando messaggi che in base all’intensità e alla frequenza delle voci, provocano accensioni e variazioni di luce colorata.

L’installazione prevede anche l’illuminazione del perimetro esterno. Infatti, in prossimità delle due arcate d’ingresso, sono stati posizionati dei microfoni ad ampio raggio. I rumori circostanti provocheranno l’accensione di alcuni fari a luce bianca, posti all’esterno di Porta Torre.

Kasjo Studio - Giardini del Tempio Voltiano

Horizontal Interference

L’opera è costituita da una struttura molto semplice di corda colorata che collega diversi alberi. La straordinaria architettura dei cavi, che in sé è già bella alla luce del giorno, diventa una spettacolare meraviglia alla sera. Attraverso un’illuminazione semplice ma ingegnosa, tutti gli elementi naturali e addizionali si fondono insieme creando un’immagine potente e poetica. Il lavoro pone domande sul confine tra la virtualità e la realtà, sottolineando il fatto che il carattere di entrambi gli oggetti è effimero e molto relativo allo stesso tempo.

Kasjo Studio - Giardini del Tempio Voltiano

Horizontal Interference

L’opera è costituita da una struttura molto semplice di corda colorata che collega diversi alberi. La straordinaria architettura dei cavi, che in sé è già bella alla luce del giorno, diventa una spettacolare meraviglia alla sera. Attraverso un’illuminazione semplice ma ingegnosa, tutti gli elementi naturali e addizionali si fondono insieme creando un’immagine potente e poetica. Il lavoro pone domande sul confine tra la virtualità e la realtà, sottolineando il fatto che il carattere di entrambi gli oggetti è effimero e molto relativo allo stesso tempo.

Massimo Uberti - Via Pretorio

Casaluce

L’installazione è come una linea sottile che delinea un volume appena accennato. La luce non ha soltanto il compito di rivelare l’opera ma anche quello di renderla materiale all’apparizione, di tenerla insieme nella coerenza concettuale, di offrirla al visitatore come un passaggio fuori dal vuoto. E non si tratta di artificio ma piuttosto di una disposizione naturale a camminare sul limite, a sperimentare la vertigine come emozione reale. In Casaluce lo spazio s’intreccia a un gusto verso il disegno oltre a una proiezione utopica nei confronti della società.

L’arte come aspirazione a un nuovo mondo, come sconfitta delle tenebre culturali e mentali, resta il faro che indica una rotta. Il suo è uno stare in silenzio sul varco, esserne il custode attento in attesa che il visitatore lo oltrepassi perdendo così la sua condizione d’inesperienza. È in questo gioco di offerta e aspettativa che acquista senso l’intima aggettivazione che Uberti avverte verso lo spazio, per offrire, con sorprendente raffinatezza ed eleganza, luoghi per abitanti poetici.

Massimo Uberti - Via Pretorio

Casaluce

L’installazione è come una linea sottile che delinea un volume appena accennato. La luce non ha soltanto il compito di rivelare l’opera ma anche quello di renderla materiale all’apparizione, di tenerla insieme nella coerenza concettuale, di offrirla al visitatore come un passaggio fuori dal vuoto. E non si tratta di artificio ma piuttosto di una disposizione naturale a camminare sul limite, a sperimentare la vertigine come emozione reale. In Casaluce lo spazio s’intreccia a un gusto verso il disegno oltre a una proiezione utopica nei confronti della società.

L’arte come aspirazione a un nuovo mondo, come sconfitta delle tenebre culturali e mentali, resta il faro che indica una rotta. Il suo è uno stare in silenzio sul varco, esserne il custode attento in attesa che il visitatore lo oltrepassi perdendo così la sua condizione d’inesperienza. È in questo gioco di offerta e aspettativa che acquista senso l’intima aggettivazione che Uberti avverte verso lo spazio, per offrire, con sorprendente raffinatezza ed eleganza, luoghi per abitanti poetici.

VENIVIDIMULTIPLEX - Giardini del Tempio Voltiano

Waves

Perché estende i confini del lago di Como in città. Perché non ha dei confini impostati dal momento che le righe galleggiano a destra e sinistra. Perché i visitatori possono effettivamente entrare nel lavoro e con la loro presenza negano i confini e camminano nell’acqua surreale di WAVES. Poiché i WAVES si riferiscono anche alla tensione elettrica che Alessandro Volta per primo ha conservato in una batteria, in uno spazio confinato e con ciò, oltrepassare limiti dell’utilizzo elettrico.

VENIVIDIMULTIPLEX - Giardini del Tempio Voltiano

Waves

Perché estende i confini del lago di Como in città. Perché non ha dei confini impostati dal momento che le righe galleggiano a destra e sinistra. Perché i visitatori possono effettivamente entrare nel lavoro e con la loro presenza negano i confini e camminano nell’acqua surreale di WAVES. Poiché i WAVES si riferiscono anche alla tensione elettrica che Alessandro Volta per primo ha conservato in una batteria, in uno spazio confinato e con ciò, oltrepassare limiti dell’utilizzo elettrico.

Vikas Patil - Villa Bernasconi, Cernobbio

Cocoon

Il concept dell’opera deriva dalla natura dove alcuni insetti si ritirano in un bozzolo per proteggersi dall’ambiente duro o scorretto e trascorrono parte della loro vita. È anche un transito prima di oltrepassare il confine esterno e uscire dal bozzolo con una bellissima forma colorata che vola alta nel cielo.

Quando si parla di bozzolo, consideriamo la nostra stessa vita e la lotta quotidiana con l’ambiente duro intorno a noi. Per questo sentiamo il bisogno di costruire un bozzolo fatto di pensieri positivi e amicizie per uscire da situazioni difficili con colori brillanti.

Il bozzolo di dimensioni umane, realizzato in filo di El, ha un’apertura inferiore in cui le persone possono entrarvi dentro. L’intera esperienza che vede la fibra di luce colorata tessuta per formare un bozzolo deve dare ai visitatori un’esperienza meditativa. I visitatori possono stare in piedi o sedersi sotto il bozzolo e intromettersi nella vita come se fossero appena usciti da un bozzolo. E fare parte della natura con un bozzolo leggero colorato.

Vikas Patil - Villa Bernasconi, Cernobbio

Cocoon

Il concept dell’opera deriva dalla natura dove alcuni insetti si ritirano in un bozzolo per proteggersi dall’ambiente duro o scorretto e trascorrono parte della loro vita. È anche un transito prima di oltrepassare il confine esterno e uscire dal bozzolo con una bellissima forma colorata che vola alta nel cielo.

Quando si parla di bozzolo, consideriamo la nostra stessa vita e la lotta quotidiana con l’ambiente duro intorno a noi. Per questo sentiamo il bisogno di costruire un bozzolo fatto di pensieri positivi e amicizie per uscire da situazioni difficili con colori brillanti.

Il bozzolo di dimensioni umane, realizzato in filo di El, ha un’apertura inferiore in cui le persone possono entrarvi dentro. L’intera esperienza che vede la fibra di luce colorata tessuta per formare un bozzolo deve dare ai visitatori un’esperienza meditativa. I visitatori possono stare in piedi o sedersi sotto il bozzolo e intromettersi nella vita come se fossero appena usciti da un bozzolo. E fare parte della natura con un bozzolo leggero colorato.

*Tutte le installazioni sono accese dalle 17.30 all’1.00