Carlo Bernardini

Traiettorie orbitali

Materializzato dalla luce fisica della fibra ottica, il progetto si basa sulla trasformazione dello spazio da contenitore dell’opera a forma aperta e permeabile. La forma astratta dell’opera visibile al buio è tesa a trasformare la percezione del luogo, inglobando in un illusorio volume il vuoto dello spazio. Le forme di luce si bloccano in una fissità apparente, determinando sottili giochi di equilibrio e una mobilità percettiva che permette di non vederle mai uguali a se stesse, da qualsiasi parte le si guardi.

Il buio diviene la base di questo disegno mentale poiché davanti a esso si è obbligati all’immaginazione. La riconfigurazione dello spazio in una nuova architettura di luce è ottenuta mediante la fibra ottica, un mezzo usato proprio per trasmettere, attraverso segnali ottici, informazioni da un luogo a un altro.

DoveBroletto
Tom Dekyvere

Rhizome

Rhizome esplora gli strati più profondi della realtà e della mente. Come gli alchimisti un tempo trovavano inaspettate connessioni alla ricerca dei confini tra natura e tecnologia e tra materia morta e vivente, così Rhizome è un progetto in continua evoluzione e trasformazione che segue principi stocastici e formule apparentemente sconosciute.

I fasci di luce rappresentano gli impulsi elettrici dei circuiti cerebrali, la fotosintesi delle cellule vegetali, la trasmissione di dati nelle estensioni digitali.Mostra una realtà invisibile, l’equivalente del nostro subconscio collettivo, ed esplora le reti di comunicazione tra uomo e natura, tra tecnologia e big data.

DoveMolo Sant'Agostino
Sophie Guyot

Human?

Il concetto di Umanità ha ancora il suo posto nel mondo in cui viviamo? Se lo guardiamo da vicino, e alla luce dei recenti avvenimenti – drammi della migrazione, chiusura delle frontiere, massacri e distruzione di massa – dovremmo dubitarne. L’umanità è una qualità, o al contrario, la fonte di tutti i mali?

L’installazione, composta da una sola parola luminosa seguita da un punto interrogativo, pone una questione innocente, quasi ingenua nella sua semplicità: siamo certi di sapere cosa significa essere umani? A seconda di dove lo spettatore si posiziona, le lettere luminose appiano in modi incompleti o distorti. La parola risulta tronca. Non è leggibile e non si rivela completamente, se non da un punto ben preciso.

E forse sta proprio qui il concetto stesso di Umanità. A seconda del punto di vista adottato, ciò che inizialmente si presenta come un insieme di elementi eterogenei e frammentati può rivelarsi come una costruzione armoniosa e integra, percepibile nella sua interezza.

DoveTeatro Sociale di Como
Alessandro Lupi

Frammenti di realtà

Frammenti di realtà è un’installazione che si integra nello spazio; una miriade di piccoli specchi rotondi ondeggiano con il vento e riflettono la luce diurna e notturna. L’opera segue i ritmi naturali, riflette lo spazio circostante e il sole dal suo punto più alto fino al calare della notte. Essa appare e scompare dipendendo dal punti di vista dello spettatore, mimetizzandosi, luccicando, e ricostruendo un architettura che, resa dinamica dalle condizioni meteorologiche, non è mai uguale a se stessa.

L’opera è un site-specific che consiste in dei fili di fluoro-carbonio (lenze particolarmente resistenti agli agenti atmosferici di colorazione scura) attraverso cui sono inseriti centinaia di piccoli e leggeri specchi rotondi di pvc resi cinetici dal vento. Questo permette di riflettere lo spazio circostante durante il giorno e durante la notte, creando effetti di rifrazione e invisibilità a seconda dell’orario e della quantità di vento. In questo modo si creano forme intangibile di luce e ombra come il dinamismo di un raggio di luce senza elettricità e mai uguale a se stesso.

DovePiazza San Fedele
OLO creative farm

Limen

Limen è la soglia per il cambiamento, dimora della trasformazione da staticità a dinamicità, da immobile pietra ad aura vitale, dove il passato e il futuro vengono a contatto in una luce che è il presente. Limen, per gli antichi latini la soglia, l’inizio, il principio, offre una nuova chiave di lettura su un monumento storico di fondamentale importanza per la città di Como.

Sette luci dal caratteristico raggio luminoso molto definito e puntuale illuminano alcuni specchi collocati a pavimento, creando un gioco di riflessi luminosi in varie direzioni, all’interno della torre. Grazie a degli speciali sensori collocati a pavimento, lo spettatore, passando attraverso la porta, entra all’interno dell’installazione diventandone protagonista.

A ogni luce corrispondono inoltre dei feedback sonori, che sommandosi tra loro producono una colonna sonora sempre nuova ad ogni differente interazione. Il suono della luce è, in questo caso, il suono della fonte energetica che la produce, la mole silenziosa della torre medievale diventa cassa di risonanza dei suoni prelevati dai lampioni della città. Si crea così un dinamico dialogo luminoso e sonoro tra spettatore e installazione. Come in un palcoscenico teatrale la maestosa torre si svela in una luce tutta nuova sopra gli occhi degli spettatori.

CONCEPT: OLO creative farm
INTERACTIVITY: Laboratorio Creativo Geppetto
SOUND DESIGN: Moth Club
LIGHTS: Light Attack Project

DovePorta Torre