Attilio Terragni

Light From Another Room

Sarà capitato a tutti di ammirare la luce che filtra attraverso le vetrate delle chiese. Si è rapiti dalla cromaticità della luce, dagli arabeschi disegnati, dalla nostra immaginazione che ci porta lontano, in mondi solo nostri. Qui la luce viene da un’altra dimensione, quella divina. Lo stupore, unito alla bellezza spettacolare del vetro retroilluminato, ci conquista e quest’arte antica delle vetrate ci offre un modo affascinante per meglio comprendere la valenza educativa e divulgativa dei concetti religiosi in situazioni temporali e culturali molto diversi.

Oggi la luce di queste vetrate con il loro vocabolario di vene, pelle piegata, cancellature, raschiature, increspature e pieghe nascoste è stata lanciati, come piccoli meteoriti, nei frammenti luminosi di questi disegni, per continuare a suscitare stupore e curiosità per ciò che sta dall’altra parte, nell’altra stanza. In ogni lumen l’arte è concepita come forma d’insegnamento. Tutto ciò che l’uomo conosce va illustrato per mezzo della luce per imparare con gli occhi nel nostro viaggio tra reale e virtuale.

in collaborazione con Archivio Terragni

sabato 12 novembre, ore 18.30
Archivio Terragni, Viale Sinigaglia 1, Como

ArtistaAttilio Terragni
Lorenzo Guzzini

Atmosfere

Otto sculture contemporanee chiamate “atmosfere”, dei cubi in gesso e ossidi sospesi su cavalletti metallici, allestiscono una mostra che si basa sul rapporto dialettico antico-contemporaneo, in una lettura filologica di un percorso artistico che sembra tornare su se stesso dopo 2000 anni.

La ricerca dell’essenziale, l’utilizzo di un solo materiale per la creazione di un oggetto, il gioco dei volume, il ritmo, la materia, il pieno e il vuoto, come lo svuotamento crei uno spazio e come la luce generi la drammaticità del racconto nell’arte della scultura, sono tutti argomenti di questo confronto di epoche distanti millenni ma che trovano risposte simili nonostante la distanza temporale. Si instaura un rapporto di confronto, di scontro, di ammirazione, di insegnamento, di superamento. Il pezzo di pietra romano, torna in vita specchiandosi in qualcosa di simile ma totalmente diverso.

in collaborazione con Musaico

venerdì 18 novembre, ore 18
Museo Archeologico Paolo Giovio, Piazza Medaglie d’Oro 1, Como

ArtistaLorenzo Guzzini
AA.VV.

Lumen 3

L’epifania di un’immagine si delinea in base all’interazione della luce con la materia. La luce svela o rivela e si fa carico della rappresentazione del reale. La mostra Lumen 3 propone una visione della realtà veicolata dai molteplici utilizzi e significati della luce. Corpo materico che si espande nella sua bianca e invadente luminosità; luogo di conoscenza e di esperienza, di presenza ma anche di assenza. Laddove la mancanza di luce annulli la percezione visiva, stravolgendo la tradizionale fruizione di un dipinto, l’utilizzo della luminosità diventa strumento sovversivo dell’espressione artistica che prende vita anche dall’eterea porta del buio.

Vanessa Camagni – Fonte di vita
Le fotografie mostrano il legame tra la trasparenza e il corpo: le forme liquide del colore, colate all’interno delle forme solide del ghiaccio, diventano materiale vivo e plasmabile, in continuo mutamento per effetto della luce.

Luca Gandola – Jamela
Il movimento del raggio luminoso viene descritto nella realtà profonda degli oggetti illuminati: la luce nasce da un fuoco di calore e movimento, si sviluppa lungo l’asse delle tre dimensioni e, idealmente, in virtù della vicinanza con un uomo e nella sua direzione.

Edoardo Iosimi – Luce dall’invisibile
(+ performance con Delia Sforza ore 19)
Lo spazio fisico e metafisico della luce traccia le sue coordinate fluorescenti nelle profondità dell’opaco.

Emmexyz Emme – Untitled
I lavori tridimensionali esprimono continuità di movimento e metamorfosi di forme e colori tra le sfumature fluorescenti della luce.

Marco Ranocchio – Midnight Horror Tree
Le fotografie offrono una cruda riflessione estetica sui luoghi periferici della città: la luce artificiale disvela le fattezze spettacolari di fabbriche, inceneritori e centrali elettriche attraverso la densità dell’atmosfera notturna. Edifici che sembrano forgiarsi di una sinistra bellezza alla stregua di un Albero di Damocle.

Maria Saggese e Valeria Ricci – Fibre
Un racconto dipinto con la luce: questa si fa strumento, colore, movimento, tessuto e trama che il pittore spande su tela. Il reale si mescola alla dimensione dell’immaginifico quasi a superare i limiti della materia.

Filippo Taddei – Luce in Ombra
Le fotografie mostrano realtà scolpite dalla luce, immagini che impersonificano il valore di un’indagine estetica genuinamente perspicua. Il chiaro-scuro diventa lo strumento di giudizio attraverso cui raggiungere la conoscenza della bellezza.

Sara Botta – Onda Mimica (performance, ore 18.30)
L’equilibrio tra il corpo e lo spazio segna un tracciato di luce e diventa il motore di un’azione ambigua tra il meccanico e il romantico. La luce si rivela nell’energia dinamica della carne.

a cura di Ortica Contemporary Art
in collaborazione con Artificio

sabato 19 novembre, ore 18 (performance ore 18.30 e 19)
Chiostrino Artificio, Piazzolo Giuseppe Terragni 4, Como